ristrutturazione perfetta

Quando ristrutturiamo casa siamo messi di fronte a scelte difficili, molti fattori entrano in gioco, ma la cosa più importante da tenere presente è che “la ristrutturazione perfetta” non esiste, è un’utopia.

La casa è nostra, saremo noi, con i nostri cari, a doverci vivere e perciò dobbiamo capire quali sono le nostre vere esigenze e le priorità. In questo modo sarà più facile avere a che fare con i professionisti che indicheranno le diverse soluzioni possibili di ristrutturazione per scegliere quella più adatta.

Tuttavia, per ogni ristrutturazione valgono alcuni consigli pratici, declinabili secondo la specifica condizione dell’appartamento. Se l’obiettivo è contenere la spesa, la prima cosa da fare è contenere anche le demolizioni, per ridurre i tempi e i disagi del cantiere, ma non solo. Demolire parte di un muro portante per aprire una porta, per esempio, comporta una pratica specifica da parte dell’ingegnere strutturista e lavori supplementari per la posa di una trave portante in sommità al nuovo vano, ma anche la demolizione di un solo tramezzo comporta tempo, rumore, detriti, oltre al fatto di raccordare il pavimento.

E qui veniamo al secondo punto: decidere se cambiare o meno i pavimenti. Rimuovendo la pavimentazione esistente si profila il rischio, soprattutto se la casa è molto vecchia o se non è stata costruita “a regola d’arte”, di dover rifare anche il massetto sottostante. Fate fare sempre il preventivo anche per il rifacimento eventuale del massetto. Alternativa più economica sarebbe non cambiare il pavimento se non dove strettamente necessario o posare la nuova pavimentazione sopra quella esistente.

Verificate poi la possibilità di inserire un nuovo materiale solo nelle porzioni di superficie in cui è stato demolito il vecchio pavimento: una zona giorno con un bel parquet (esistente) potrebbe avere la zona cucina (rinnovata e aperta) con una nuova pavimentazione in ceramica o in pietra.

È opportuno poi, in fase di cantiere, verificare tutti gli impianti, idraulico ed elettrico. A prescindere dai lavori che andremo a fare, la verifica di tubi, scoli, pendenze, attacchi, sono parte del lavoro quando il cantiere è aperto, ma possono diventare un vero problema quando la casa è abitata.

Stessa cosa vale per l’impianto elettrico, soprattutto se vogliamo aggiungere elementi “energivori”: la predisposizione per l’aria condizionata, solo per fare un esempio. Da valutare attentamente la scelta del cambio dei serramenti. La spesa è ingente e la differenza fra cambiarli interamente (con la necessità di un muratore) o posare il nuovo telaio e le nuove ante su quello vecchio può fare una grande differenza.

Ultimo capitolo: le finiture. Spesso non sono affatto necessarie, ma sono solo un fattore estetico che può essere risolto con paragonabile eleganza e bellezza a costi contenuti. Solo per fare un esempio: il rivestimento delle pareti dei bagni. Un rivestimento impermeabile (resine, smalti impermeabili, ma anche carte da parati o piastrelle in grès) è indicato nella zona della doccia e dietro il lavabo, ma poi le pareti possono essere lasciate libere, o dipinte con qualsiasi colore.

 

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