Negli ultimi vent’anni, prima che fosse acquistato da una famiglia che intendeva farne la propria dimora, questo appartamento era stato condiviso da più studenti succedutisi nel tempo: per loro, la posizione a pochi passi dal Politecnico, era interessante, poco contavano le finiture che, già di per sé basiche, non hanno fatto che peggiorare nel viavai di ragazzi che lo utilizzavano come alloggio temporaneo.
Tuttavia, per conformazione e metratura era intuibile che ci fossero i presupposti per ricavarne un’abitazione di buon livello, anche se la distribuzione degli ambienti andava completamente riorganizzata e con essa tutta la parte impiantistica, tanto più che il riscaldamento era affidato a un impianto condominiale ad aria per nulla performante.
Perciò si è dovuto iniziare demolendo quasi completamente le partizioni che non avevano una funzione strutturale, oltre che i ribassamenti e le canalizzazioni per la distribuzione dell’aria racchiuse al loro interno; per realizzare gli impianti (elettrico, idraulico sanitario e per il riscaldamento autonomo a termosifoni) non sono stati demoliti i massetti, ci si è limitati a rimuovere il parquet laminato per poi realizzare le tracce dei nuovi impianti nei massetti esistenti.
La ridistribuzione dell’appartamento è stata effettuata utilizzando esclusivamente sistemi a secco in cartongesso, creando un’ampia zona giorno in continuità con la cucina, per avere un doppio riscontro sia di luce sia di aria, in cui l’ingresso si trova tra la cucina e il soggiorno; in più, oltre la cucina si accede a una camera di servizio con lavanderia, spazio per la stiratura e un piccolo bagno.
Tra le due camere da letto è stato ricavato un bagno in più e l’allontanamento dalle colonne di scarico ha richiesto la realizzazione di un massetto di copertura di maggior spessore, in calcestruzzo alleggerito, per poter conferire alle tubazioni di scarico la necessaria pendenza.
Nella planimetria dello stato di fatto, le zone contrassegnate in grigio medio evidenziano i controsoffitti preesistenti funzionali alla distribuzione dell’aria canalizzata alle stanze e all’integrazione di una parte dell’illuminazione, poi demoliti.
Oltre alla completa apertura dello spazio soggiorno-ingresso-cucina, il bagno principale è stato spostato dietro l’ingresso, ruotandolo di 90°; la superficie occupata in precedenza dal bagno è stata divisa con una nuova parete che, da un lato, ha permesso di inserire in nicchia il guardaroba della camera padronale, dall’altro ha accentuato la rientranza della cucina in cui è stato possibile collocare un tavolo snack e le colonne.
Il corridoio è diventato per 2/3 parte del living e per 1/3 disimpegno alla zona notte, dove è stato ricavato un bagno in più.
Entrambi i bagni sono senza finestra (quello preesistente l’ha “ceduta” alla cucina nello spostamento): il regolamento comunale di Milano offre questa possibilità, quasi sempre negata altrove, a patto che l’abitazione sia dotata di sistema di ventilazione meccanica controllata, un sistema di ricambio d’aria che, a prescindere, è comunque consigliabile per le abitazioni delle grandi città.
Anche per lo spazio lavanderia-stireria, che si trova oltre la cucina, è stata messa in atto una configurazione più ragionata.
La zona d’ingresso è contrassegnata semplicemente dal soffitto ribassato, di fatto lo sguardo è guidato in direzione del living anche in virtù della spalletta laterale che fa da schermatura nei confronti della cucina.
Sulla parete di fronte alla porta risalta in modo deciso un quadro astratto in resina con inclusioni in foglia d’oro, ad opera dell’impresa che ha realizzato la finitura effetto cemento della parete dietro il divano, utilizzata anche per la parete di fondo.
In entrambi i casi, la finitura è stata applicata anche alle porte rasomuro: quella che dal living si apre verso la zona notte e quella che dalla cucina porta alla lavanderia.
La parete attrezzata che incorpora lo schermo TV e, a lato dell’ingresso, una libreria angolare a giorno; è una soluzione d’arredo di Cappellini, come la maggior parte dei mobili della casa.
Nella parte più profonda, il living si estende a
formare una sorta di bovindo con doppio affaccio,
uno dei quali sul balcone più ampio accessibile
sia dal living sia dalla cameretta: posizione ideale
per collocarvi un tavolo e due panche.
La cucina stata concepita per essere il più possibile fuori vista, a colpo d’occhio dal living si percepisce come un corridoio: tutta la parte operativa è disposta in linea all’interno di una nicchia, mentre di fronte, nello spazio ricavato dallo spostamento del bagno, sono stati installati i moduli a colonna, estesi fino a soffitto e perciò molto capienti, e un tavolo con sgabelli per consumare in modo informale colazioni o pranzi veloci, all’occorrenza utilizzabile come piano di lavoro.
Il pannello magnetico con effetto lavagna è stato integrato in una colonna su specifica richiesta, in sostituzione del pannello di serie.
Per soddisfare l’esigenza di avere più spazi contenitivi, il letto, anch’esso contenitore, è stato circoscritto con un mobile a ponte che, come si può capire dalla planimetria, prosegue sulla parete laterale fino alla porta di accesso alla camera.
Lo schienale, pur essendo in laminato, riprende l’aspetto e i toni del parquet e nelle rientranze laterali alcune mensole sopperiscono all’assenza dei comodini.
Il mobile, come altri arredi della casa, dispone di luci integrate che permettono di creare diversi scenari. Nella nicchia davanti al letto ci sono un mobile basso e lo schermo TV.
Il bagno ricavato ex novo tra le due camere è quello di uso comune, anche a servizio degli ospiti, con due lavabi integrati nel top del mobile in grès effetto legno, sovrastato da un contenitore con ante a specchio, e una doccia più piccola; l’altro, con accesso esclusivo dalla camera matrimoniale, dispone di una doccia più ampia.
La scelta dei piatti rialzati si deve alla necessità di recuperare ulteriori centimetri per la pendenza degli scarichi, ma anche al fatto che, essendoci bambini, questa soluzione garantisce un miglior contenimento dell’acqua e maggiore praticità.
In entrambi i bagni pavimenti e rivestimenti sono in grès, seppur con tonalità leggermente diverse, con effetto cementine all’interno delle docce che hanno grandi soffioni cromati a soffitto; le rubinetterie hanno finitura bianco matt e sono di Zucchetti.
L’utilizzo del cartongesso ha facilitato la predisposizione di nicchie a parete con illuminazione integrata, il cui fondo è stato rivestito con le stesse piastrelle delle docce.
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Da rifugio per studenti a dimora di stile
Progetto:
Arch. Sara Lombardi
Fotografie:
Roberta De Palo
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